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La vignetta

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La GMG di Bobbio PDF Stampa E-mail

Circa 400 giovani della Diocesi di Piacenza-Bobbio si sono ritrovati sabato 27 marzo nella splendida cornice di Bobbio per vivere insieme la XXV Giornata Mondiale della Gioventù.

 

Durante il pomeriggio si sono susseguiti diversi momenti: il ritrovo al Ponte Gobbo, il cammino verso la Basilica di San Colombano, dove abbiamo vissuto un momento di ascolto profondo delle parole del Santo irlandese accompagnate da musica; la celebrazione in Cattedrale, durante la quale il Vescovo, mons. Gianni Ambrosio, ha consegnato ai giovani le palme da portare nelle parrocchie. E' seguita l'ottima e abbondante cena preparata dalla comunità parrocchiale di Bobbio.

Guarda le foto nella sezione FotoPaGioP (solo per utenti registrati).

Durante la celebrazione, i giovani presenti sono stati invitati a compiere un gesto di condivisione. Sono stati raccolti oltre 1000 euro, che, accogliendo l'invito di Papa Benedetto all'Angelus del 28 febbraio scorso, saranno destinati, tramite la Caritas diocesana, alle popolazioni del Cile, colpite dal sisma nel febbraio scorso. 

Leggi alcuni brani dagli scritti di San Colombano

Leggi l'omelia del Vescovo per la XXV GMG

Leggi la pagina de Il Nuovo Giornale sulla GMG

Leggi il Messaggio del Papa per questa XXV GMG

 

La GMG a Bobbio si è realizzata grazie al lavoro di tante persone, a cui va il nostro ringraziamento: la Consulta di Pastorale Giovanile e l'equipe, che hanno pensato e realizzato la giornata; Giacomo, il grafico, che ha ideato la locandina e il libretto; il quintetto a plettro "Luigi Cremona" di Agazzano, che ha accompagnato con la sua musica il momento di ascolto e meditazione in San Colombano; il Coro Giovani Diocesano, che ha animato la celebrazione.

Ma, soprattutto, vogliamo ringraziare, per l'accoglienza e la generosità, la comunità parrocchiale di Bobbio, con don Aldo e don Mario, che ci hanno aiutati, con grande disponibilità e discrezione, in quest'ultimo mese di lavoro.

 

PERCHE' LA GMG A BOBBIO?

Una progressione di motivi ha spinto la Consulta Giovanile diocesana a decidere di vivere la XXV GMG a Bobbio.

Innanzitutto, “Nella Chiesa non c'è periferia, perché, dove c'è Cristo, tutto è centro” (Benedetto XVI, Agorà dei Giovani, Loreto – 2 settembre 2007). Questa frase non vuole porre l’attenzione sul fatto che Bobbio è un po’ fuori mano – sarebbe poco rispettoso considerare Bobbio una periferia – piuttosto, questa frase, pone l’accento sul centro, che ogni iniziativa di pastorale giovanile vuole – e deve – avere: Gesù Cristo.

Che sia una veglia di preghiera diocesana in Avvento o di vicariato in Quaresima, che siano gli esercizi spirituali a Bose o in altri luoghi, che sia un viaggio, come il Tour de Vie in giro per l’Europa piuttosto che a Gerusalemme, che siano i sussidi per i gruppi o qualunque altra proposta, il centro, che tutti e tutto attira, vuole essere solo uno.

Il motivo primo che muove le nostre iniziative e l’obiettivo che esse hanno è sempre quello di proporre l’incontro con il Signore della vita. Non vogliamo porre limiti alla creatività della fede che ha, come unica preoccupazione, quella di creare occasioni per l’incontro con il Maestro buono.

E’ chiaro, quindi, che se, come dice il Papa, “dove c’è Cristo, tutto è centro”, il centro della vita di una Chiesa locale, di una diocesi, è sempre Lui, ovunque venga invocato, incontrato, pregato. Non pretendiamo di negare la forza simbolica della Cattedrale, ma dove dei giovani si ritrovano per riflettere, ascoltare, pregare e celebrare l’evento di Cristo, quello è il centro della loro esperienza di fede.

A seguire, ma pur sempre importanti, riteniamo che ci siano altri due motivi per vivere questa XXV GMG a Bobbio.
 
Nella magnifica città di Bobbio non è possibile evitare l’incontro con San Colombano, figura decisiva per l’esperienza della radicalità evangelica e per la missione della Chiesa. Non importa quanti secoli ci separano da questo grande santo irlandese: i suoi insegnamenti e i suoi esempi non conoscono, infatti, l’usura del tempo e risuonano sempre attuali per i cristiani di tutti i tempi che vogliono porsi sulle orme del Maestro.

Da ultimo: la bellezza. Sarebbe stucchevole fare l’elenco delle chiese magnifiche nelle quali, in questi anni, abbiamo vissuto le nostre proposte. Ricordiamo solo che far conoscere ciò che la creatività suscitata dallo Spirito ci ha lasciato, attraverso l’incontro con le opere realizzate da nostri fratelli nella fede, è compito inderogabile di una proposta di educazione cristiana.


IL TEMA DELLA XXV GMG

“Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?” (Mc 10,17).

Non ci preoccupa che il Papa abbia scelto un brano dell’evangelista Marco come tema di questa XXV GMG, anche se noi, in questo primo anno di Missione Popolare Diocesana, stiamo leggendo e approfondendo il Vangelo di Luca – tanto più che lo stesso incontro è raccontato anche nella versione lucana; piuttosto, ci interessa far sì che i giovani che parteciperanno all’incontro del 27 marzo prossimo, possano sentir risuonare per la loro vita queste parole del Vangelo. E così ci metteremo in cammino.

“…un tale gli corse incontro…”: dal Ponte Gobbo alla basilica di San Colombano


L’incontro con il Signore è imprevedibile e improducibile, è grazia preveniente, precedenza graziosa che causa ogni nostra reazione; eppure, c’è un cammino che ogni uomo è invitato a compiere per arrivare al centro della sua domanda di felicità.
Il Signore è risposta ad ogni nostra domanda, ma noi, nonostante e grazie al nostro limite, siamo interpellati ad andare in profondità per chiederci qual è il nostro desiderio di felicità.

E così, durante il primo momento della giornata – il cammino dal Ponte Gobbo alla basilica di San Colombano – i giovani saranno invitati a cercare questa domanda, a farla emergere proprio in quel gesto antico e sempre nuovo del camminare. L’esperienza della fede ha sempre tenuto in grande considerazione l’esperienza del cammino come esperienza di uscita da sé per andare verso…
Anche Gesù ha camminato verso Gerusalemme per realizzare pienamente la sua vocazione/missione.

“…va’, vendi quello cha hai e dallo ai poveri… e vieni! Seguimi!”: nella basilica di San Colombano


Abbiamo bisogno di persone che lasciano tutto, anche materialmente, per seguire il Signore; ne abbiamo bisogno per capire che la radicalità evangelica non è uno scappare da qualcosa – non è un NO –, ma un andare verso Qualcuno – seguire Cristo è un SI.

Non si esauriscano mai la nostra lode e il nostro ringraziamento per i santi che ci hanno indicato la via. San Colombano è uno di questi. Discepolato totale, radicalità evangelica, insegnamento ai fratelli, discernimento costante sulle cose del mondo, preghiera assidua e carità fraterna sono solo alcune delle tracce che il santo irlandese ci ha lasciato in eredità perché anche il nostro essere cristiani, in forme originali e nuove, possa essere un discepolato pieno e gioioso.

Nella magnifica basilica dedicata al santo, vivremo un momento di ascolto profondo:  alcuni suoi testi, intervallati dall’esecuzione di brani musicali dal vivo, ci accompagneranno in questa discesa in profondità, all’ascolto del nostro modo originale e personale di vivere la nostra vocazione di discepoli.

Per non andarcene anche noi tristi, la Consegna delle Palme in Duomo


Il nostro cammino ci porterà, infine, in Duomo, dove non si concluderà, ma riceverà una nuova spinta. Infatti, la celebrazione, presieduta dal Vescovo, si concluderà con la Consegna delle Palme ai giovani delle parrocchie; questo gesto non vuole avere solo un valore simbolico, ma effettivo: con esso, il Vescovo invita i giovani ad essere testimoni del Signore nelle loro comunità e nella loro vita.

Commenti
Sabrina Pancali   |Registered |30-03-2010 01:36:51
Queste giornate sono davvero belle e intense, un momento di condivisione
dall'aria più ampia. Partecipare, cantare e ascoltare è per me una gioia dal
profondo del cuore, uno strordinario da riportare nella quotidianità!
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