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La vignetta

Tour de Vie/ 11 a Parigi PDF Stampa E-mail

 

Tour de Vie/11

Noi delle strade

 

Dal 29 aprile al 2 maggio 2010, nella Parigi di Madeleine Delbrêl, giovane missionaria del nostro tempo, che è stata capace di lasciarsi raggiungere dalla Parola di Dio e da essa si è lasciata condurre per quelle strade che solo la novità della Parola sa indicare.

Non si può essere missionari senza aver fatto in sè questa accoglienza franca, larga, cordiale alla Parola di Dio, al Vangelo [...]. Una volta che abbiamo conosciuto la Parola di Dio non abbiamo più il diritto di non riceverla; una volta che l'abbiamo ricevuta non abbiamo il diritto di non lasciarla incarnare in noi; una volta che si è incarnata in noi non abbiamo il diritto di conservarla per noi: noi apparteniamo, da quel momento, a coloro che l'attendono. (Madeleine Delbrêl, Missionari senza battello)

 

LA PROPOSTA

Il Tour de Vie/11 nasce dal desiderio di incontrare, in questo primo anno di Missione Popolare Diocesana, una figura di giovane missionaria, che, nel nostro tempo, si è lasciata raggiungere dalla Parola di Dio e da essa si è lasciata condurre per quelle strade che solo la novità della Parola sa indicare.

Madeleine Delbrêl (1904-1964), a trent'anni, dopo un'adolescenza molto combattuta, anche dal punto di vista spirituale (a diciassette anni scrive: "Si è detto: 'Dio è morto'. Poichè è vero, bisogna avere l'onestà di non vivere più come se vivesse."), decide, con due amiche, di andare a vivere il Vangelo in un quartiere periferico di Parigi, noto per il clima anticlericale che vi si respirava.

Queste giovani missionarie non godevano di alcuna protezione istituzionale, ma vivevano solo della forza del Vangelo: "Siamo delle vere laiche, senza altri voti se non le promesse del nostro battesimo, la sua realtà e la realtà della nostra cresima".

A Rue de Raspail

Nasce così, con l'ingenuità e la potenza di cui solo la giovinezza è capace, una delle esperienze più significative di missionarietà del nostro tempo, in una terra, l'Europa - in particolare la Francia -, che da sempre aveva inteso la missione come l'andare verso mondi lontani ad annunciare il Vangelo di Gesù Cristo.

Madeleine e le sue compagne, invece, incarnano una missione senza spostamento o viaggio alcuno, una missione che percorre le strade conosciute dell'uomo di oggi, il quale, senza rendersene conto, nella prepotente ricerca di un benessere spesso costosissimo, perde il senso, l'orientamento della propria vita.

Una missione "normale"

"Siamo dodici in due case - scrive Madeleine in una lettera del 1942 -, il lavoro che svolgiamo non ha molta importanza in se stesso. Esso ha la funzione di 'luogo' di testimonianza del Vangelo, di terreno di incontro con il prossimo. Quel prossimo che cerchiamo di amare con tutte le nostre forze attraverso il servizio, attraverso la preghiera e attraverso la croce".

Una missione "normale", che diventa, però, uno stimolo potente, inizialmente scomodo, per una Chiesa, quella di Francia, che qualche anno prima aveva iniziato l'esperienza della missione popolare sotto il nome, ormai famoso, di Mission de France.

"Ci sono luoghi in cui soffia lo Spirito, ma c'è uno Spirito che soffia in tutti i luoghi". E' sotto l'obbedienza allo Spirito, che mai si sostituisce all'obbedienza al proprio Vescovo, che la piccola comunità femminile, che risiede a Ivry, nella periferia degradata di Parigi, diventa centro propulsore di una nuova vita per le famiglie povere e disadattate, per i ragazzi abbandonati dalla scuola, per i giovani disoccupati, per gli adulti prigionieri di un sistema lavorativo che li relegava ai margini della società.

Un annuncio evangelico, quindi, che non si va ad aggiungere all'umanità, ma che diventa origine e forza di un riscatto dell'umanità, primo e inderogabile compito della testimonianza evangelica.

C'è ancora la casa di Rue de Raspail 11, dove Madeleine Delbrêl muore improvvisamente nel 1964 e che è diventata sede dell'Associazione "Amici di Madeleine", che intende portare avanti il messaggio innovativo di questa piccola donna, che ha saputo dare un significato nuovo alla parola 'missione' per il nostro tempo.

Nel 1988 il Vescovo di Créteil avvia il processo di beatificazione, che, nel 1996, viene riconosciuto valido dal Vaticano: Madeleine è proclamata "Serva di Dio".

Noi e Madeleine

Questa, dunque, la meta del Tour de Vie, giunto alla sua undicesima edizione.

In una città, Parigi, che, per la sua bellezza ed il suo fascino, è costantemente meta di turismo, ma che questa volta vogliamo visitare anche come scrigno di un tesoro agli occhi del mondo meno appariscente, ma che per noi, giovani impegnati nella Missione Popolare Diocesana, può diventare un bellissimo stimolo.

C'è gente che Dio prende e mette da parte. Ma ce n'è altra che Egli lascia nella moltitudine, che non 'ritira dal mondo'. E' gente che fa un lavoro ordianrio, che ha una famiglia ordianria o che vive un'ordinaria vita da celibe. Gente che ha malattie ordinarie e lutti ordinari. Gente che ha una casa ordinaria e vestiti ordinari. E' la gente della vita ordinaria. Gente che s'incontra in una qualsiasi strada [...]. Noialtri, gente della strada, crediamo con tutte le nostre forze che questo mondo, dove Dio ci ha messi, è per noi il luogo della nostra santità [...]. I nostri passi camminano in una strada, ma il nostro cuore batte nel mondo intero. (Madeleine Delbrêl, Noi delle strade)

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